Storia

L'Unione Giuristi Cattolici Italiani ha lo scopo di contribuire, secondo il suo Statuto, all'attuazione dei principi dell'etica cristiana nella scienza giuridica, nell'attività legislativa, giudiziaria e amministrativa, in tutta la vita pubblica e professionale. L'Unione è nata nell'immediato secondo dopoguerra (1948), su impulso di personalità quali Giuseppe Capograssi e Francesco Carnelutti, anche in ragione della profonda crisi di coscienza avvertita allora da molta parte dei giuristi italiani di fronte alle sconcertanti esperienze di violenza e di barbarie cui aveva condotto in vari Paesi l'avventura totalitaria, e che erano state favorite dall'affermazione nel tempo di dottrine giuridiche - quali ad esempio il positivismo giuridico - profondamente anticristiane, e quindi antiumane. In particolare l'Unione intende promuovere un'adeguata e specifica preparazione spirituale e culturale dei giuristi, curare gli interessi d'ordine sociale connessi con la dignità delle professioni giuridiche; richiamare l'attenzione degli studiosi e degli operatori del diritto sui problemi della vita sindacale; promuovere, anche nell'opinione pubblica, una maggiore consapevolezza della funzione del diritto nella società nazionale ed internazionale.

Nei suoi 52 anni di vita l'Unione - sotto la presidenza di personalità quali Antonio Segni, Francesco Santoro Passarelli, Pietro Gismondi, Sergio Cotta - attraverso i suoi convegni di studio e le sue pubblicazioni ha di volta in volta trattato, in maniera libera e approfondita, temi e problemi di frontiera nell'evolversi della cultura giuridica così come della società italiana; temi e problemi trattati, di volta in volta, da studiosi di altissimo livello.

Si pensi ai temi, d'avanguardia per gli anni cinquanta, delle società intermedie (con le ancora fondamentali relazioni di Santoro Passarelli, Mortati, Rescigno, Trabucchi), delle funzioni e dell'ordinamento dello Stato moderno (con le poderose relazioni, fra le altre, di Aldo Moro, Giuseppe Dossetti, Antonio Amorth e Giorgio La Pira), del progresso della comunità internazionale (che vide un relatore davvero d'eccezione, l'allora Mons.Giovanni Battista Montini, a fianco di Carnelutti, Ettore Passerin d'Entreves, Riccardo Monaco e Francesco Santoro Passarelli), della tutela dei diritti della persona umana nell'ambito del sistema economico (con la magistrale prolusione di Giuseppe Capograssi), o della revisione dei Patti Lateranensi (con numerosissimi qualificati interventi, fra cui quello di Vincenzo Del Giudice); si pensi, ancora, ai temi della libertà di stampa quando, negli anni sessanta, ancora di là da venire era il problema, oggi gravissimo, della concentrazione delle testate e della libertà dell'informazione (con le poderose relazioni quali quelle di Guido Gonella e di Nicola Jaeger); si pensi, sempre negli anni sessanta, ai problemi della magistratura nello Stato democratico (con la relazione, fra l'altro, dell'on. Francesco Paolo Bonifacio); ovvero ai temi dell'ecologia, della droga, della tutela della vita umana e della famiglia, agli inizi degli anni settanta, prima cioé che divenissero luogo comune anche nella produzione giuridica, ed anche qui con l'intervento di giuristi di alto livello quali Salvatore Satta, Guido Astuti, Sergio Cotta, Marcello Gallo, Pietro Gismondi; si pensi, infine, a temi quali quello delle manipolazioni genetiche e dei problemi giuridici della biomedicina negli anni ottanta e novanta.

Oggi, più di ieri, l'Unione intende non solo essere punto di riferimento del pensiero cattolico nelle discipline giuridiche, ma anche punto d'incontro col pensiero laico sul terreno dei problemi fondamentali relativi alla difesa ed alla promozione delle libertà politiche e civili.

A questo fine, l'Unione cura una serie di pubblicazioni periodiche e non periodiche, che hanno ormai acquisito, nel mondo degli studi giuridici e nell'ambito dei cultori e degli operatori delle discipline giuridiche, una consistente e qualificata reputazione: i Quaderni di Iustitia, in cui sono pubblicati studi monografici e gli atti dei Convegni nazionali di studio e la rivista trimestrale Iustitia, che dal 1948 viene pubblicata con chiari intenti interdisciplinari, per superare gli eccessi negativi che anche nel campo del diritto si avvertono, ormai, a causa dell'eccessiva specializzazione di studiosi ed operatori.

Dell'Unione, che non ha carattere politico n° sindacale, fanno parte docenti universitari di materie giuridiche, magistrati, avvocati, procuratori legali, notai, pubblici funzionari ed in genere laureati che svolgono normalmente attività di studio e consulenza giuridica.

L'Unione che si articola in Unioni locali e conta più di 1500 Soci, è attualmente presieduta dal Prof. Francesco D'Agostino. Per quanto riguarda, infine, il profilo teologico-pastorale dell'Unione, che canonisticamente si qualifica come associazione privata di fedeli, si rinvia all'art.2 del vigente Statuto, per il quale:

Art. 2
1 - L'Unione ha lo scopo di contribuire all'attuazione dei principi dell'etica cristiana nell'esperienza giuridica.

2 - In particolare l'Unione intende:

  1. promuovere un'adeguata specifica preparazione spirituale, deontologica, culturale e professionale dei giuristi;
  2. favorire l'affermarsi della concezione del diritto quale ordine di giustizia fra gli uomini;
  3. impegnarsi per la tutela e la promozione della persona umana nel concreto dell'esperienza giuridica;
  4. ottenere, anche nell'opinione pubblica, una maggiore consapevolezza della funzione del diritto nella società nazionale ed internazionale;
  5. richiamare l'attenzione dei giuristi sui problemi giuridici emergenti dall'evoluzione della società, perché possano trovare soluzioni rispondenti al bene comune.

3 - L'Unione può svolgere qualsiasi attività e compiere qualsiasi atto strumentale, purché coerenti con il raggiungimento dello scopo sociale.